CIN — Codice Identificativo Nazionale: guida completa per affitti brevi 2026
Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio per tutte le locazioni brevi e le strutture ricettive italiane.
di HopySuite

Il CIN — Codice Identificativo Nazionale — è il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unità immobiliare destinata a locazione turistica, attività ricettiva o struttura alberghiera in Italia. Introdotto dall'art. 13-ter del DL 145/2023 e operativo dal 2024-2026, il CIN sostituisce e unifica i codici regionali (CIR, CIS, CITRA, CITR, IUN ecc.) creando un sistema nazionale tracciabile e collegato alla Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR).
In questa guida vediamo chi deve richiedere il CIN, come ottenerlo passo passo, dove va esposto, quali sono le sanzioni e come gestirlo in modo efficiente se hai più appartamenti o sei un property manager.
Cos'è il CIN e a cosa serve
Il CIN è un codice alfanumerico univoco assegnato a ogni unità immobiliare. Serve a tre scopi: identificare la struttura nei portali pubblici e privati, verificarne la regolarità (SCIA, requisiti di sicurezza, copertura assicurativa), contrastare l'evasione fiscale e l'abusivismo nelle locazioni brevi. Tutti gli annunci pubblicati su OTA (Airbnb, Booking, Vrbo), siti propri, agenzie immobiliari e canali offline devono riportare il CIN in modo visibile.
Chi deve richiedere il CIN
L'obbligo riguarda tutte le unità destinate a:
- Locazioni brevi turistiche fino a 30 giorni (L. 50/2017, anche da privati).
- Case e appartamenti per vacanze (CAV) imprenditoriali e non imprenditoriali.
- Strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere: hotel, B&B, affittacamere, agriturismi, ostelli, residence.
- Strutture all'aperto: campeggi, villaggi turistici, marina resort.
Sono escluse le locazioni residenziali ordinarie (contratti 4+4, transitori oltre 30 giorni) e gli alloggi messi a disposizione gratuitamente a parenti e amici senza corrispettivo.
Come richiedere il CIN: procedura passo passo
- Accedi al portale BDSR (bdsr.ministeroturismo.gov.it) con SPID, CIE o CNS del proprietario o del titolare dell'attività.
- Verifica che la tua struttura sia già censita nella BDSR: i dati arrivano dalle Regioni, quindi se hai già un CIR regionale dovresti trovarla precaricata. In caso contrario, devi prima registrarla a livello regionale (Turismo5, Ross1000, portali regionali equivalenti).
- Compila o aggiorna i dati richiesti: indirizzo esatto, dati catastali (foglio, particella, subalterno), numero camere e posti letto, classificazione, dati del titolare.
- Carica le dichiarazioni obbligatorie: rispetto dei requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori CO/gas, impianti a norma), polizza RC, eventuale SCIA.
- Conferma e scarica il certificato CIN. Il codice viene generato in tempo reale e ha validità nazionale.
L'intera procedura, se i dati regionali sono già allineati, richiede dai 10 ai 30 minuti per unità. Per chi gestisce molte strutture, il portale consente la gestione massiva ma rimane onerosa.
Requisiti di sicurezza obbligatori per ottenere il CIN
Senza questi requisiti il CIN non può essere rilasciato (e in caso di controllo, la struttura viene sanzionata):
- Rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio in ogni unità (se presenti impianti a gas o caldaie).
- Estintore portatile a norma, almeno uno ogni 200 m² o frazione, e su ogni piano.
- Impianti elettrici e termici conformi alle norme vigenti, con dichiarazioni di conformità.
- Polizza assicurativa RC verso gli ospiti (minimi assicurati definiti dalle linee guida ministeriali).
Dove esporre il CIN
- All'esterno della struttura, in modo visibile dalla strada (targa o adesivo).
- In tutti gli annunci online: portale proprio, OTA (Airbnb, Booking, Vrbo, Hometogo), social, marketplace.
- Nei contratti di locazione e in ogni comunicazione commerciale relativa all'alloggio.
Le OTA dal 2024-2025 hanno aggiunto un campo dedicato al CIN nelle inserzioni e bloccano gli annunci che non lo riportano dopo i termini di tolleranza previsti dal Ministero.
Sanzioni: fino a 8.000 euro per ogni violazione
- Mancata richiesta del CIN: da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura, parametrata alla dimensione.
- Mancata esposizione del CIN all'esterno della struttura: da 500 a 5.000 euro.
- Mancata indicazione del CIN negli annunci: da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione.
- Mancato rispetto dei requisiti di sicurezza: da 600 a 6.000 euro, oltre alla sospensione dell'attività.
Le sanzioni sono cumulative: chi gestisce più appartamenti senza CIN rischia importi molto significativi. I controlli sono effettuati dai Comuni, dalla Polizia Locale, dalla Guardia di Finanza e — sugli annunci — direttamente dalle piattaforme su input ministeriale.
CIN e CIR/CIS regionali: qual è la differenza?
Il CIR (Codice Identificativo Regionale) è il vecchio codice rilasciato da ciascuna Regione. Continua a esistere e rimane obbligatorio nei portali regionali (Turismo5, Ross1000, ecc.), ma non sostituisce il CIN. La regola pratica: se sei in Italia, devi avere sia il CIR regionale sia il CIN nazionale, e indicarli entrambi negli annunci se la Regione lo richiede.
FAQ — domande frequenti sul CIN
Quanto costa ottenere il CIN?
Il rilascio del CIN dalla BDSR è gratuito. I costi reali nascono dall'adeguamento ai requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori, polizza RC) e dall'eventuale supporto di un consulente.
Quanto tempo ho per richiederlo?
Il sistema è pienamente operativo: chi inizia oggi una nuova attività deve richiedere il CIN prima della pubblicazione di qualsiasi annuncio. Per le strutture esistenti, sono previsti termini di adeguamento progressivi: meglio non aspettare la scadenza, perché in caso di controllo prevale lo stato attuale dell'annuncio.
Devo richiedere un CIN diverso per ogni appartamento?
Sì. Il CIN è univoco per ciascuna unità immobiliare. Se gestisci 20 appartamenti, devi richiedere 20 CIN distinti.
Sono un property manager: il CIN va richiesto da me o dal proprietario?
La richiesta è in capo al titolare dell'attività ricettiva o al proprietario nella locazione breve non imprenditoriale. Il property manager può procedere come delegato con apposita procura, ma il soggetto giuridico responsabile resta il proprietario/host.
Cosa succede se cambio gestione?
Il CIN segue l'unità immobiliare, non il gestore. In caso di cambio di gestione cambiano solo i dati del titolare/property manager nella BDSR; il codice resta lo stesso.
Come gestire decine di CIN se hai un portfolio multi-struttura
Per i property manager con 20+ unità, il vero problema non è ottenere il CIN una volta, ma tenere allineati i dati a vita: variazioni di posti letto, cambi di proprietario, rinnovi assicurativi, nuove unità, dismissioni. La best practice consiste in tre passi:
- Mantieni in un PMS un registro centralizzato delle proprietà con CIN, CIR, dati catastali, scadenze polizze e certificazioni.
- Configura alert automatici a 30 e 7 giorni dalla scadenza di RC, estintori e dichiarazioni di conformità.
- Pubblica il CIN come variabile dinamica negli annunci e nei messaggi automatici al guest (es. WhatsApp di benvenuto), così che la modifica avvenga in un punto solo e si propaghi ovunque.
HopySuite consente di salvare il CIN come campo strutturato per ogni proprietà sincronizzata dal PMS e di richiamarlo automaticamente nei template WhatsApp di pre-arrivo, check-in e nei link al portale ospite. Questo riduce drasticamente il rischio di pubblicare annunci o messaggi con CIN errati o scaduti.
Conclusione
Il CIN è oggi il punto di partenza per qualsiasi attività di affitto breve in Italia: senza CIN non si pubblica, non si pubblicizza e si rischiano sanzioni fino a 8.000 euro per struttura. Bisogna però ricordare che il CIN si affianca — non sostituisce — l'invio Alloggiati Web alla Polizia di Stato e i flussi statistici regionali (Ross1000, Turismo5). Solo combinando i tre adempimenti, e automatizzandoli con un PMS e un communication hub, si gestisce un portfolio di affitti brevi in modo realmente scalabile.



